Dedicato all’incontinente dei boschi

Caro incontinente dei boschi,

tu, che proprio ti scappa e non ce la fai a trattenerti durante la tua passeggiata in natura: ebbene, ti sveliamo un segreto.

Il segreto è che nessuno desidera vedere i tuoi resti lasciati lì dalla tua maleducazione.

Guarda, abbiamo tanta voglia di condividere con te questo segreto, perché vedere la tua carta igienica usata imbrattare i sentieri… Fa schifo. Come, non credevi? Credevi che qualcuno sarebbe stato contento di vedere i tuoi gentili lasciti? Beh, non è così. Svegliati, maleducatissimo incontinente dei boschi, e inizia a pensare prima di agire: il bosco non è solo tuo.

E, visto che ci siamo, ti sveliamo anche un altro segreto: nascondere i tuoi resti si può, ed è pure facile. Fai pipì? Bene, la carta igienica che userai puoi nasconderla: sotto un sasso, sotto dei rami secchi, in una fessura del terreno. Fai qualcosa di più solido? Bene, allora prima di chinarti, scava una piccola buca, riempila dei tuoi bisogni e della carta igienica che userai, e poi trova il modo di coprirla: rami, sassi, foglie. Ma coprila bene. La carta igienica si biodegradera’ anche se non rimarra’ alla luce del sole.

E ricorda: prima di tutto fatti la fatidica domanda “Mi scappa davvero? Non riesco veramente a trattenermi, oppure ho solo voglia di un momento into the wild?”

E se proprio non avrai voglia di usare rispetto per gli altri e per la natura, ti auguriamo di imbrattarti le scarpe con i resti di qualcun altro, caro incontinente dei boschi.

(Nella prima foto: alla base dell’abete rosso, cinque resti di carta igienica usata. Nella seconda foto: l’albero usato come gabinetto, nella sua maestosità. I maleducati di turno non hanno neppure pensato di allontanarsi un po’ dal sentiero.)

La carta: falò o riciclo?

A Valpore facciamo estrema attenzione alla raccolta differenziata. Qui non passa la nettezza urbana per i rifiuti: ogni gruppo deve riportarseli a valle, rispettando le regole di smaltimento del suo Comune – se se li porta a casa – o del Comune di Seren del Grappa (se li conferisce all’ecocentro a cui fa riferimento la nostra Valpore: a proposito, qui trovate gli orari).

Tra i materiali da differenziare c’è la carta, come tutti sappiamo. E la tentazione di farne un bel falò invece di portarla a riciclare… Beh, è tanta. A Valpore quasi tutti i gruppi ospiti fanno fuoco la sera, abbiamo anche una postazione pensata apposta con le panche per sedersi in cerchio, e godersi il fuoco nella notte stellata…

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E molta carta finisce in quei falò. Certo, un po’ di carta per accendere il fuoco, per avviarlo, e’ utilissima; ma siamo proprio sicuri che bruciarla proprio tutta sia la scelta migliore?

La carta che non viene conferita ai cassonetti della differenziata finisce il suo ciclo di vita: non può essere più riciclata. Inoltre, lo finisce nel modo peggiore: inquinando l’aria attraverso i fumi della combustione.

Ecco perché nel regolamento di Valpore, al punto 3, c’è il divieto di bruciare la carta per fare il fuoco la sera. La nostra specialissima casa per ferie e’ un centro didattico ambientale: un posto raro dove poter vivere un’esperienza di rispetto della natura nella sua completezza.

Farlo al meglio è un’esperienza gratificante, ve lo assicuriamo!

Abete rosso e bianco… O verde?

“Qui a Valpore ci sono tantissimi pini!”

“Oddio… Mica tanti! Gli alberi che vedi qui intorno si chiamano abeti. Sono soprattutto abeti rossi, ma ci sono anche molti abeti bianchi.” 

“Bianchi? Rossi? Ma se io li vedo tutti verdi!”

“Beh, hai ragione, gli abeti sono verdi. Però ti insegno un trucchetto facilissimo per distinguerli: se guardi le foglie dell’abete bianco, i suoi aghi, scoprirai che sul retro ci sono delle venature chiare, praticamente bianche. E poi non pungono, a differenza di quelli dell’abete rosso.”

“Ho capito! Ecco perché l’abete bianco si chiama così. E l’abete rosso, invece?”

“Anche in questo caso è molto facile: osserva la corteccia, non trovi che sia di un bel colore rossiccio?”

“E’ vero! Beh, belli questi pini qui a Valpore… ehm… abeti!”