La struttura

La struttura e il luogo

Valpore dall'altoPosizionata sul versante settentrionale del Monte Grappa, a 1276 metri di altitudine.

Il Centro Valpore è composto da tre stabili: un edificio principale, il più grande, per l’alloggio dei gruppi; un edificio subito adiacente, l’ex bivacco ora alloggio dei custodi e magazzino; più appartato in alto, si trova il fantastico fojarol (ristrutturato rispettando la tradizionale ed esclusiva tecnica di copertura del tetto, realizzata con fasce di ramaglia di faggio); accanto, un piccolo edificio d’appoggio, chiamato caserin, adibito a locale tecnico.

Fojarol e caserin

Al piano terra dell’edificio principale si trovano: la cucina professionale; un’ampia sala da pranzo con posti a sedere fino a 50 persone; una sala multi uso/aula didattica  dotata di numerosi sussidi (tra cui lavagna luminosa, televisore, videorecorder, videoproiettore, proiettore per diapositive); una piccola biblioteca a tema scientifico, naturalistico, storico, antropologico, geografico; attrezzatura per l’osservazione faunistica (binocoli). Le sale sono adatte anche per i momenti di animazione. Al piano terra si trova anche l’ampia zona dei bagni: dotata di wc per disabili, una turca e uno normale, 4 docce, lavandini doppi con otto rubinetti complessivamente.

PERNOTTAMENTO: ci sono tre camerate. Al piano terra una camera con 4 letti a castello (8 posti); al piano superiore le altre due camerate: una grande con 4 letti a castello e 4 a terra (12 posti), una più piccola con tre letti a castello e uno a terra (7 posti).  Sono inoltre disponibili delle brandine mobili, per rendere flessibile la dislocazione degli ospiti: ogni gruppo potrà gestire come meglio preferisce gli spazi, che comunque sono pensati per il pernottamento di non più di 40 persone.

Nell’edificio adiacente, la casa del custode, si trova una camera aggiuntiva con 8 posti letto in caso di necessità.

Il fojarol, piccolo edificio a due piani, oltre ad essere un’importante testimonianza dell’adattamento e ingegno dell’uomo, può essere liberamente utilizzato dai gruppi per le proprie attività: come palestra, teatro o semplicemente per dormire in un ambiente suggestivo, con odori e situazioni di luce estasianti.

Il Centro Valpore è stato progettato secondo il principio dell’autonomia energetica: è infatti dotato di pannelli solari per l’energia elettrica e l’acqua calda; generatori a gpl in caso di necessità; un sofisticato sistema di recupero e potabilizzazione dell’acqua piovana.

Informazioni utili:

Il servizio ospedaliero più vicino si trova a Feltre (BL) a 45’ d’auto.

In zona il telefono cellulare riceve segnale Vodafone (recapito Centro Valpore 340.6996889) e TIM in alcuni punti della zona circostante la casa.

 

 

STORIA

Il complesso della malga Valpore si componeva di quattro immobili: la stalla, la struttura della malga Valpore di Mezzo e, a margine del pascolo, più in alto, il fojarol con un piccolo casolare (il caserin, ex “usurpo” ora ritornato al comune grazie alla disponibilità dei titolari, Signori Rech Luigi e Alberto (Polacco). La malga, proprietà del Comune di Seren del Grappa, è stata monticata fino ai primi anni ’60 con malgari del Comune e in particolare di Rasai e di Valle. In seguito, a causa dell’abbandono della montagna e dell’alluvione del 1966, la malga fu lasciata al proprio destino e gli stabili si ridussero a dei ruderi. Il pascolo, su consiglio della Forestale, venne utilizzato per un esperimento di rimboschimento ad abete rosso, che ottenne poco successo. Negli anni ’80 l’amministrazione comunale si pose come obiettivo il recupero della malga e dei casolari con nuove finalità, sulla base di uno studio curato dal Dott. Orazio Andrich e dal Dott. Cesare Lasen che, su incarico del Comune, dovevano valutare la fattibilità di un orto botanico. I due noti studiosi si pronunciarono piuttosto per un utilizzo quale bivacco e centro operativo per lavori forestali, a fini escursionistici, lanciando la proposta di realizzare un centro didattico ambientale, le cosidette “Aule Verdi”, visto l’estremo interesse paesaggistico.

Dagli anni ’87-’88 si susseguirono interventi di recupero, finanziati con fondi di diverse provenienze (Leggi regionali di settore, FIO, Ministero dell’Ambiente, Leader 2 – fondi di sviluppo europei).

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